Matteo Ricci, per lungo tempo,
ha goduto di maggiore notorietà in Cina che in Italia. La sua tomba a Pechino
è stata distrutta e ricostruita ben
tre volte in epoche diverse ed il suo nome figura
tra i pochi stranieri nell'enciclopedia nazionale del paese.
Da noi la figura e l'opera del padre e scienziato Ricci, per secoli conosciute
da pochi esperti, sono state rilanciate solo nel 1982 in occasione della celebrazione
del quarto centenario del suo arrivo in Cina.
La sua ricca personalità ha dato un apporto fondamentale al dialogo e alla reciproca
comprensione tra Cina e Europa. Grazie alla sua preparazione scientifica introdusse
in Cina la matematica, la geometria e le nuove scoperte nell’ambito della geografia,
della cartografia e dell'astronomia. In direzione opposta, grazie ai suoi scritti,
fornì all'Europa una conoscenza esatta, e per quanto possibile ampia e comprensiva
dei contenuti e del pensiero della civiltà cinese.
Per questi motivi può essere considerato il fondatore della moderna sinologia
In quanto missionario, altro aspetto caratterizzante della sua personalità è stato
il metodo innovativo e diverso di evangelizzazione. Fondato sull’ "inculturazione"
linguistica, sociale, intellettuale e religiosa ha dimostrato grandi capacità di
adeguarsi al modo di vivere ed alle tradizioni del luogo, e grande tolleranza verso
numerose usanze locali nonché rispetto per il confucianesimo.
In occasione della sua morte, avvenuta a Pechino, contravvenendo alla tradizione
cinese secondo la quale gli stranieri che morivano nella capitale non vi potessero
essere sepolti, fu seppellito in Cina con il benestare dell’imperato |