CICS - Informazioni Generali
Direttore R. P. Jacob Srampickal, SJ
a. Introduzione
Il Centro Interdisciplinare sulla Comunicazione Sociale (CICS) è stato fondato, nella Pontificia Università Gregoriana, con l’obiettivo "di esaminare i problemi e le opportunità che la comunicazione di massa offre alla proclamazione del messaggio evangelico, ed in generale, al linguaggio teologico e filosofico", ed essere così "di servizio per tutte le comunità cristiane nel loro dialogo col mondo contemporaneo". (Carlo Maria Martini, sj, Discorso d’apertura dell’Anno Accademico 1978-79, ripetuto il 28 febbraio 1981, data della fondazione del CICS).
b. Una Visione degli Studi di Comunicazione nella Chiesa
La Gregoriana è un’Università ecclesiastica, pertanto l’obiettivo fondamentale del CICS è di sviluppare una visione per la comunicazione e partecipazione dei media nella Chiesa cattolica, com’è previsto nei documenti Inter Mirifica, Communio et Progressio, Aetatis Novae ed altri ancora. La missione principale del CICS è di formare leaders nell’ambito della comunicazione ecclesiale, attraverso la ricerca accademica in aree pertinenti al mandato della Chiesa. Il programma focalizza tre aree: teologica, filosofica e socioculturale. Nella formazione dei propri studenti, il CICS garantisce un approccio orientato verso l’investigazione piuttosto che un approccio tecnico e strumentale. Perciò aree come teorie e filosofie della comunicazione, la comunicazione come comunione, psicologia e spiritualità della comunicazione, semiotica, etica dei mass media, la comunicazione come sviluppo, "cultural and group media", estetica nei mass media, media e religione, sociologia dei mass media, ecc. sono importanti nel CICS. Oltre a dotare i propri studenti di conoscenze tecniche basiche, per mezzo di una formazione pratica in tutti gli aspetti della produzione dei mass media, i corsi di comunicazione pastorale, di teologia della comunicazione, d’omiletica, di formazione dei Direttori diocesani di Comunicazione, tendono e puntano direttamente a servire la missione della Chiesa.
Il CICS svolge un ruolo molto importante nella formazione di coloro che sono destinati alla leadership nell’ambito della comunicazione ecclesiale, inclusa la formazione di Professori di Comunicazione nelle Università cattoliche e nei Seminari, di Direttori di Comunicazione e d’Uffici di Mass Media, a livello diocesano o di Conferenze Episcopali, e di quegli uomini e donne, preparati, validi e cattolici, che possono avere un ruolo decisivo nella formulazione della comunicazione e nella politica dei media, nei loro paesi d’origine.
Attualmente, molti dei nostri ex-studenti prestano un valido servizio in varie parti del mondo.
c. La Filosofia del programma CICS
Il Centro Interdisciplinare sulla Comunicazione Sociale prevede lo sviluppo di chiare prospettive riguardo la complessa realtà della Comunicazione; con una mistura di teoria e di ricerca, si è proposto di adeguarsi alle necessità ed alle situazioni mutevoli nella Chiesa.
Di fatto, superando i confini di qualsiasi chiesa locale o nazione, gli studi di comunicazione nel CICS mettono in rilievo le tre seguenti aree:
- L’importanza di un’impostazione culturale degli studi, ed un disegno e sviluppo dei mass media destinati a promuovere le culture locali.
- L’importanza di un’impostazione partecipativa e comunitaria dei media.
- L’importanza di sviluppare prodotti dei mass media che favoriscano la giustizia e la democratizzazione.
Con questi obiettivi generali come sfondo, il CICS punta ad aiutare coloro che si stanno formando per svolgere incarichi nelle aree amministrative, di pianificazione e d’insegnamento nell’ambito della comunicazione ecclesiale in tutto il mondo. Mira alla formazione dei futuri leaders della Chiesa, che siano capaci di comprendere il mondo e la Chiesa, e che pensino criticamente con la Chiesa, rendendola capace di affrontare le sfide complesse generate dall’esplosione di messaggi mediatici del mondo moderno.
Il programma di studi del CICS si concentra sull’impatto dei media nella cultura, e sulle conseguenze di tale impatto nella proclamazione del Vangelo nel mondo contemporaneo.
Pertanto, il programma si articola in quattro aree o dimensioni:
- dimensione «teologico-filosofica»,
- dimensione «semiotico-culturale»,
- dimensione «socioculturale»,
- dimensione «pratica e pastorale».
Prendendo spunto dal documento ecclesiale “Redemptoris Missio”, le persone formate nei media, nelle università ecclesiastiche, devono essere “evangelizzatori dei mass media”.
I prodotti dei media che essi creano o sviluppano devono mostrare, accanto ad un elevato livello di professionalità, i seguenti requisiti:
- essere capaci di discernere e promuovere la questione dei diritti umani e dei valori cristiani;
- essere in grado di mobilitare i propri ascoltatori ad influire nella politica della comunicazione per il benessere della società, devono essere come “un lievito, che diffonde la speranza del Vangelo”;
- essere voce dei senza voce, rendere capaci i deboli, gli emarginati, le donne, le minoranze, ecc.;
- creare una coscienza tra le persone riguardo le vere questioni sociali, senza perdersi nell’inevitabile “glamour” e nella manipolazione del mondo dei mass media;
- educare le persone affinché diventino “cani da guardia” della democrazia, contribuendo così allo sviluppo di una società egualitaria;
- essere rispettosi con le culture indigene, dimostrando una chiara comprensione della loro unicità e ricchezza.
Come sottolinea il documento di Puebla della Chiesa Latinoamericana, "Formare il popolo di Dio nella comunicazione sociale; renderlo capace di avere un atteggiamento critico dinanzi il bombardamento dei Mass Media per contrastare l’impatto dei suoi messaggi alienanti, ideologici, culturali e pubblicitari".
Gli studenti sono altamente preparati dai prefessori internazionali, per affrontare le sfide della comunicazione e dei media in ogni parte del mondo, sempre condividendo i punti di vista della Chiesa.