Fare filosofia: un'attività individuale o comunitaria?

Iniziative per il Sinodo 2021-2024 / Facoltà di Filosofia

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PAOLO PEGORARO | Direttore Editoriale

di PAOLO PEGORARO

Direttore Editoriale

La filosofia è uno sforzo individuale

oppure un pensare insieme, un “con-filosofare” (symphilosophein)?

In qual modo l’elemento relazionale e quello comunitario

entrano nel metodo filosofico?

La Giornata di studi della Facoltà di Filosofia è un’occasione di incontro e di confronto non solo per i docenti e gli studenti attuali della Facoltà, ma anche per gli ex alunni e gli amici che, in diverso modo, sono legati alla Gregoriana. Oltre 120 i partecipanti alla Giornata dello scorso 28 aprile, significativamente intitolata “Synodos come Methodos”, che si è voluta inserire nel processo sinodale secondo la propria prospettiva specifica. La filosofia è uno sforzo individuale oppure un pensare insieme, un “con-filosofare” (symphilosophein)? In qual modo l’elemento relazionale e quello comunitario entrano nel metodo filosofico?

La scelta e l’articolazione del tema è frutto di una serie di incontri formativi tra docenti della Facoltà che si ritrovano almeno una volta al mese, come spiegato sulle pagine de L’Osservatore Romano da Don Andrea Cavallini, docente di Storia della Filosofia antica. «L’Università è di per sé un luogo che costituisce una buona occasione di sinodalità, perché luogo di incontro. E allora è arrivata un’altra domanda, in merito a quello che è la filosofia come ricerca della verità: si tratta di dire che la verità è qualcosa che si può trovare singolarmente o vi si arriva necessariamente insieme? In realtà ci sono entrambi gli elementi nella storia del pensiero. Dal punto di vista poi della vita concreta di una Facoltà di Filosofia, questo vuol dire anche come si struttura il lavoro e la Gregoriana da questo punto di vista ha una buona tradizione: un po’ per il rapporto docenti-studenti, un po’ per quella che è la pedagogia ignaziana, c’è insito il fatto della discussione della lezione non frontale ma laboratoriale, con una elaborazione settoriale»». Una volta messo a fuoco il tema del con-filosofare, «abbiamo quindi fatto degli incontri su come, nella storia della filosofia, questo si è realizzato sul pensiero antico, su quello medioevale, moderno e contemporaneo, con diversi docenti della Facoltà che hanno illustrato proprio che cosa ha voluto dire in queste epoche il fatto di pensare insieme».

La Giornata si è articolata in due parti. Nella mattina i Proff. Andrea Aguti e Stefano Bancalari hanno introdotto il tema, ponendo la questione scottante se la ricerca della verità promuova o impedisca il dialogo, e di quale sia lo spazio che si apre tra verità e intersoggettività. La mattinata si è quindi conclusa con i gruppi di lavoro e il dialogare con i relatori in sessione plenaria, nel pomeriggio si è data la parola agli studenti per ripercorrere alcuni esempi del “con-filosofare” in epoca antica (Filippo Durisotto sulla via platonica; Stefano Meacci sul cinismo antico; Gabriel Gauci sulle “conversazioni” di Giovanni Cassiano) e nel pensiero moderno (Samuele Zappalà su epistemologia e pedagogia; Stefano Chiarolla su Hegel; Jaspers e Balthasar; Matteo Valdarchi su Heidegger). «La questione della sinodalità è legata alla questione del dare la parola a qualcuno e quindi ascoltare», osserva Cavallini. «La cosa che ci sembrava più interessante, in un luogo nel quale parlano per lo più i docenti, era quella di dare la parola agli studenti, anche a quelli dei primi anni, dando voce a chi magari ne ha un po’ meno nell’ambiente accademico».