Cenni storici

L’adesione della Santa Sede al Processo di Bologna (avvenuta il 19 settembre 2003 durante l’incontro dei Ministri per l’Istruzione dell’Unione Europea a Berlino) è stata determinata anche dall’intento di perseguire e realizzare alcuni obiettivi previsti nell’ambito del Processo di Bologna, tra i quali troviamo “l’attenzione alla qualità come valore intrinseco e necessario per la ricerca e l’innovazione in ambito universitario”.

La Congregazione per l’Educazione Cattolica ribadisce l’importanza di creare e promuovere una cultura della qualità da parte di tutti i soggetti interessati e coinvolti nella ricerca e nella didattica, nei servizi e nella gestione delle istituzioni accademiche ecclesiastiche (CEC, La cultura della qualità, Città del Vaticano 2011, Prefazione del card. Zenon Grocholewski).

La cultura della qualità non si riferisce a un singolo problema, risultato o ambito dell’attività, ma in generale ai processi da utilizzare per gestire la responsabilità, l’autonomia e la verifica stessa dell’intera istituzione nella sua fedeltà alla vision e mission fissate negli Statuti. La valutazione è un processo che si costruisce insieme, il cui valore non consiste soltanto nel giudizio prodotto, ma anche e soprattutto nel processo compiuto per produrlo.

Gli ambiti che vengono presi in considerazione come oggetto della qualità sono: la ricerca, l’offerta formativa, le risorse formative a disposizione degli studenti, l’attività formativa esaminata nella sua efficacia ed efficienza, l’adeguato funzionamento delle strutture.

Un lavoro capillare che l’Università Gregoriana ha svolto sulla qualità è stato la preparazione del Rapporto di Autovalutazione (RAV) richiesto dall’Avepro, l’Agenzia per la Promozione e la valutazione della Qualità, istituita dalla Santa Sede con il proposito di stimolare la qualità della ricerca e dell’insegnamento nelle istituzioni accademiche ecclesiastiche e valutarne la conformità con gli standard internazionali.

A questo RAV hanno collaborato tutti i membri della comunità universitaria. In questo Rapporto si sono esaminate in modo profondo e oggettivo tutte le attività accademiche e amministrative, le procedure e i processi decisionali che le rendono operative. Dal 15 al 18 giugno 2014 l’Avepro ha inviato una commissione di esperti per fare la valutazione sulla nostra Università. La Commissione era composta da: Prof. Dr. Léonce Bekemans (presidente), Jean Monnet Chair ad personam e Coordinatore accademico del Jean Monnet Centre of Excellence, Università di Padova, Presidente di Ryckevelde (European and International Centre of active citizenship, Bruges/B); Prof. Emmanuel Gabellieri, Prof. di Filosofia, Decano della Faculté de Philosophie et Sciences Humaines, Université Catholique de Lyon/Fr; Prof. Juan Pedro Montañes Gomez, Director of Quality and Planning, Università Pontificia Comillas, Madrid, ICADE; Prof. Don Roberto Repole, docente di ecclesiologia e teologia, Facoltà Teologica di Torino, Presidente dell’Associazione Teologica; e la Dott.ssa Antonella Anastasi, laureanda in Relazioni internazionali presso l’università LUMSA, Roma.

Nel sito dell’Avepro è disponibile il Rapporto di Valutazione finale relativo alla nostra Università. Questa valutazione ha contribuito fortemente al cammino di miglioramento della nostra Università e ci ha permesso di realizzare una più approfondita riflessione istituzionale sulle nostre priorità e sui percorsi per realizzarle, in modo da poter rispondere sempre meglio alla nostra missione, visione e obiettivi, al servizio della Chiesa e della società in generale.