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La Gregoriana

15a Giornata di studio della Teologia Fondamentale

Decano P. Dariusz Kowalczyk, SJ

Direttore Prof.ssa Michelina Tenace

Lunedì 20 aprile si è tenuta la 15a Giornata di Teologia Fondamentale.

Dopo l'introduzione del Decano della Facoltà di Teologia e del Direttore del Dipartimento di Teologia Fondamentale, un docente e tre studenti del Dipartimento hanno tenuto relazioni.

Prof. Nicolas Steeves, SJ ha risposto alla domanda: "La pietà popolare, una questione per la Teologia Fondamentale?" e gli studenti hanno tenuto tre comunicazioni specifiche:

  • p. Fabio Francisco Sánchez Leyva, SDB: "L'avvenimento guadalupano come 'locus fidei'"
  • don Domenico Loiacono (dioc. Oppido Mamertina-Palmi): "Pietà popolare in contesto di degrado politico"
  • p. Yilareng Elvise Lukong, CFIC: "Il carattere particolare della pietà popolare in Camerun e in Nigeria".
Prof. Nicolas Steeves, SJ

È seguito un tempo di riflessione condiviso fra gruppi di docenti e di studenti presenti.

La Prof.ssa Stella Morra ha concluso la giornata offrendo spunti di riflessione ulteriore.

Qui sotto qualche riflessione del Prof. Steeves, SJ sulla Giornata.

Cos'è la pietà popolare? E' possibile definire un fenomeno così ampio e versatile?

Santuario di Fatima, Portogallo

Che sia difficile delimitare cos'è la pietà popolare viene dal fatto che sono pratiche di vita. Tale difficoltà emerge comunque dai documenti del Magistero in materia. È un campo immenso della vita dei fedeli ed è molto "liminale", cioè sta alla frontiera con tante realtà. Per capire cos'è la pietà popolare, occorre già distinguere cosa si intende per popolo. Da un lato, "popolare" si riferisce ai singoli popoli del mondo, evocando le loro culture ed espressioni di fede inserite nella storia.

Spesso i luoghi di pietà popolare sono legati a fatti accaduti e rimasti nella memoria, tipicamente i luoghi di pellegrinaggio dove il racconto di ciò che è successo è essenziale. Qui si pensa alla pietà popolare come espressione localmente inculturata della fede di fronte alla Rivelazione divina.

D'altra parte, "popolo" inteso in modo più ecclesiale-unitivo ci rimanda al concetto di "popolo di Dio", espressione cara ai Padri del Vaticano II. In questo caso pietà "popolare" si rifà agli atti di fede esterni mediante i quali il popolo di Dio esprime la sua fede con gestis verbisque propri.

Poi ci sarebbe da chiarire come concordano espressioni come "pietà popolare", "devozione popolare", "religiosità popolare": è un campo mobile, fluido, alle periferie esistenziali...

Quali sono i valori positivi e le forme innovative che la pietà popolare porta all'attenzione del teologo?

Cappella  della Medaglia miracolosa, Parigi, Francia

C'è molto da osservare, analizzare e valutare per il teologo nelle prassi della pietà popolare! Mentre di solito si pensa che la teologia indaga solo dall'alto, soprattutto a partire dalla Scrittura, dalla Tradizione, dal Magistero, va detto che, senza mai escludere un tale approccio, spetta però al teologo indagare anche le espressioni particolari della fede viva del popolo di Dio.

L'adagio Lex orandi, lex credendi si applica non solo alla liturgia ma anche alla pietà popolare ovvero a espressioni inculturate più localmente.

Quindi si può affermare che la pietà popolare sia un locus theologicus sul quale i teologi devono riflettere di più. Intanto vi sono incoraggiati da parte del Magistero: i teologi dipendono dal sensus fidelium che si esprime in particolare nella pietà popolare.

È un locus theologicus perché è un locus fidei, un'espressione di fede viva.

In che modo deve porsi il teologo davanti alla pietà popolare, osservando il fenomeno nella sua globalità, con le sue ricchezze ma pure i suoi limiti?

Tilma di Guadalupe, Messico

Se da una parte i teologi dipendono dal sensus fidelium che si esprime nella pietà popolare, d'altra parte, hanno il compito di riflettervi. In modo speciale spetta loro discernere fra le pratiche quali aiutano alla crescita della fede alla luce della Tradizione apostolica. Non si può però partire da qualsiasi punto.

Il metodo congruo per questo discernimento deve partire "dal basso" ossia dalle pratiche della stessa pietà popolare e avere un atteggiamento globale di carità pastorale.

Il teologo stesso si deve immergere nelle prassi popolari per badarvi con gli occhi del buon pastore e non con l'atteggiamento di un giudice. Che ci siano poi cose da purificare è ovvio per una Rivelazione che s'incentra comunque sulla conversione personale e sociale.

Forse va detto qui che gli strumenti per un tale discernimento sono particolari al campo e vanno sviluppati. Tali strumenti devono poter valutare giustamente i simboli, l'affettività, la corporeità, e altri aspetti meno usuali in teologia sistematica ma che riflettono la realtà della fede vissuta.

La Giornata di Teologia Fondamentale ha dato voce all'esperienza dei propri studenti, raccogliendo esperienze da Messico, Camerun, Nigeria, Italia meridionale. Quali sono i vantaggi di una teologia fondamentale a partire dalla prassi concreta, dall'esperienza di popolo di Dio piuttosto che dalle categorie di credibilità?

Abbiamo scelto di applicare noi stessi il metodo auspicato chiedendo ai nostri studenti, scegliendo fra loro vari appartenenze geografiche e di formazione. Era essenziale per noi far vedere agli studenti del Dipartimento che hanno a disposizione un proprio materiale di esperienza a partire dalla quale possono, anzi devono, fare teologia.

P. Fabio Francisco Sánchez Leyva, SDB Don Domenico Loiacono P. Yilareng Elvise Lukong, CFIC

Il risultato è stato ottimo, perché il coinvolgimento è stato di qualità; la presenza abbondante ha rivelato l'interesse dell'argomento dentro e al di là del Dipartimento. Inoltre, la collaborazione fra studenti e professori si è rivelata fruttuosa, sia a livello dello studio che a livello della didattica.

Dopo le relazioni iniziali si è preso un ampio tempo di condivisione e riflessione fra tutti i docenti e gli studenti presenti, in base alle loro esperienze. Non si tratta di opporsi alle solite categorie di credibilità ma di "dare carne" alla riflessione teologica. È chiarissimo che la pietà popolare ha a che fare con l'Incarnazione. I teologi cristiani perciò non la possono trascurare!

Anche se ogni Pontefice ha condiviso - nel corso degli anni - le proprie personali devozioni, il magistero quotidiano di Papa Francesco nonché in particolar modo Evangelii Gaudium hanno riportato la pietà popolare al centro della riflessione in modo quasi programmatico. Quali sono i rilievi più originali del suo insegnamento?

Santo Niño, Cebu, Filippine

È vero che ogni papa recente ha portato vari elementi di pietà popolare con sé: basta pensare a S. Giovanni Paolo II e la devozione alla Divina Misericordia. L'affetto filiale per la Madonna è anche una constante dai Sommi Pontefici recenti. Però l'esperienza personale, sociale, culturale di Papa Francesco in mezzo al popolo argentino e fra vari popoli dell'America Latina in genere dà uno spazio più esplicito alla pietà popolare come locus theologicus.

La cultura che l'Evangelii Gaudium valorizza di più è la "cultura popolare evangelizzata", contrassegno nei confronti della "cultura dello scarto" o quella "del benessere".

Però Papa Francesco non è ingenuo riguardo alla pietà popolare; evangelizzare la cultura vuol dire discernere, sulle orme di S. Ignazio, ciò che porta l'uomo al fine per cui Dio lo ha creato, e questo, a renderlo effettivo nella propria cultura.

Festa della Madonna di Guadalupe, San Pietro 2014

"Ogni cultura e ogni gruppo sociale necessita di purificazione e maturazione. Nel caso di culture popolari di popolazioni cattoliche, possiamo riconoscere alcune debolezze che devono ancora essere sanate dal Vangelo: il maschilismo, l'alcolismo, la violenza domestica, una scarsa partecipazione all'Eucaristia, credenze fataliste o superstiziose che fanno ricorrere alla stregoneria, eccetera." (EV 69)

Ora, Papa Francesco incoraggia le istituzioni educative cattoliche a fare questo lavoro:

"Le Università sono un ambito privilegiato per pensare e sviluppare questo impegno di evangelizzazione in modo interdisciplinare e integrato. Le scuole cattoliche, che cercano sempre di coniugare il compito educativo con l'annuncio esplicito del Vangelo, costituiscono un contributo molto valido all'evangelizzazione della cultura, anche nei Paesi e nelle città dove una situazione avversa ci stimola ad usare la creatività per trovare i percorsi adeguati." (EV 134)

La riflessione sulla pietà popolare ha molto a che fare con l'inculturazione del Vangelo, che si dispiega oggi dappertutto con la Nuova Evangelizzazione. Insomma, rimbocchiamoci le maniche, c'è da fare!