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Programma
degli Studi

Diploma in Teologia pratica: specializzazione in Pastorale Familiare 2017-2018
Per consultare il libretto
Studi specialistici 2017-2018
Brochure Studi specialistici 2016-2017
In evidenza

La Gregoriana

La nostra Tradizione - Dipartimento di Teologia Morale

Decano P. Dariusz Kowalczyk, SJ

Direttore P. Humberto Miguel Yáñez, SJ

La tradizione di prendere l'iniziativa, "primerear" (Evangelii Gaudium - EG 25). Nel 1600 p. Juan Azor, s.j. propose un nuovo e rigoroso approccio allo studio dell'etica cristiana ai suoi studenti romani: fu la nascita della Teologia Morale come disciplina scientifica. Nel 1966, un anno dopo la chiusura del Concilio Vaticano II, i successori di Azor alla Pontificia Università Gregoriana erano tra i primi a riformare la Teologia Morale e a insegnarla secondo i dettami di Optatam Totius 16. Questo significava adottare una "esposizione scientifica" della Teologia Morale, centrata sulla "chiamata dei fedeli in Cristo" e su un approccio dialogico con il mondo contemporaneo così che fosse "portatrice di vita". Dagli anni Novanta, seguendo l'insegnamento di Veritatis splendor 12, la Gregoriana ha anche cercato vie per connettere la tradizione viva dell'insegnamento morale della Chiesa con la "nuova legge" scritta da Dio nel cuore dell'uomo.

Oltre l'individualismo. Oltre l'etica puramente normativa. Papa Francesco ha scritto: "Più della paura di sbagliare spero che ci muova la paura di rinchiuderci nelle strutture che ci danno una falsa protezione, nelle norme che ci trasformano in giudici implacabili" (EG 49). La Gregoriana propone ai suoi studenti un approccio di questo tipo. Dando l'importanza dovuta alle norme morali, crediamo che "vivere eticamente" è "vivere la vita a un livello più alto" (EG 10), vivere radicati nell'esperienza di essere amati da Dio in Gesù Cristo, mossi dal desiderio di rispondere a questo amore. Contemporaneamente "vivere eticamente" è "tendere la mano", incarnare "un'attenzione che considera l'altro ‘in un certo senso come uno con noi stessi’" (EG 199). L'invito di Papa Francesco di avere un approccio maggiormente sociale e comunitario ai problemi morali fa eco all'invito di Gaudium et spes 30, alla tradizione gesuita e alla critica che Benedetto XVI ha fatto dell'individualismo relativista. Negli anni questo approccio è divenuto una delle caratteristiche principali del nostro Dipartimento.

Il superiore generale della Compagnia di Gesù con il Santo Padre Francesco

Accompagnare il discernimento personale. Un personalismo coerente, come quello scelto dalla Chiesa al Vaticano II, crede che le persone possano raggiungere "un punto di maturità, [essendo] capaci di decisioni veramente libere e responsabili" (EG 171). Questa autentica autonomia (GS 41) non è né arbitraria né narcisistica: consiste nel discernere nello Spirito come Dio agisce nella storia e nel cooperare con l'attività di Dio. Questa è esattamente la libertà responsabile che i Cristiani sono chiamati a vivere, la libertà che modella il soggetto in discernimento che i nostri studenti sono formati ad accompagnare.

Vedere la realtà dalle frontiere e dalle periferie. La Gregoriana, come istituzione dei Gesuiti, è stata più volte invitata dai recenti papi "alle frontiere", per confrontarsi in modo rigoroso e intellettualmente onesto con la cultura, per entrare in dialogo con la contemporaneità e con le altre religioni. Negli anni, abbiamo cercato di rimanere fedeli alla missione di rafforzare e accompagnare gli studenti nel riflettere a fondo sui maggiori problemi etici del mondo contemporaneo, preparandoli, così, a confrontarsi con un pubblico non facilmente convincibile in forza di argomenti di autorità. Il carisma gesuita ci chiede anche di rimanere vicini ai poveri, e vedere la realtà dalle periferie, come fa papa Francesco.

Molte voci in dialogo. Oggi non esiste più una "scuola" di Teologia Morale alla Gregoriana: l'86% del corpo docenti è stata rinnovata negli ultimi anni, e il "team" attuale è stato formato in diverse nazioni e università. Quello che ci unisce può piuttosto essere chiamato uno "stile". Il nostro stile è il dialogo: con la cultura contemporanea, con le altre discipline, con diversi strati della tradizione cristiana, con le culture e le realtà cosmopolite dei nostri studenti e dei nostri Professori.