Attività e progetti

Dopo la chiusura imposta dall’emergenza COVID-19, la Biblioteca ha riaperto al pubblico lunedì 18 maggio 2020 applicando un rigoroso protocollo di accesso la cui pianificazione è stata concepita nell’assoluto rispetto della salute di utenti e personale. Sebbene l’orario di apertura non abbia subìto variazioni, tranne che per la chiusura necessaria alla sanificazione degli ambienti dalle ore 13:00 alle ore 14:00, il rispetto delle disposizioni governative sulla sicurezza ha richiesto la riduzione delle postazioni di studio e il contingentamento degli ingressi. Pertanto è stato sviluppato un sistema di prenotazione telematica tramite moBi, la piattaforma per la gestione e la richiesta in consultazione dei volumi. Nel piano di riapertura l’accesso e la permanenza sono stati intesi come finalizzati esclusivamente alla consultazione delle opere e della documentazione scientifica in formato cartaceo e per questo, già in fase di lockdown, è stata ampliata l’offerta di risorse elettroniche accessibili anche fuori Rete di Ateneo tramite il servizio OpenAthens. Le attività dello staff sono state riorganizzate sulla base della coesistenza dello smart working e del lavoro in presenza. La situazione emergenziale ha determinato il potenziamento di alcune attività, il depotenziamento o la sospensione di altre, nonché una certa creatività nella fornitura dei servizi, nell’idea di un rilascio graduale e di un progressivo incremento degli stessi, laddove le circostanze lo consentiranno.

Con il Progetto Parsifal URBE vuole offrire agli utenti uno strumento unico di accesso ai cataloghi delle Biblioteche della Rete, sulla base di un sistema informativo integrato. Il catalogo condiviso rappresenterà al meglio la ricchezza documentaria delle Biblioteche aderenti, integrando la notevole base di conoscenza rappresentata dall’insieme dei record bibliografici presenti nei singoli cataloghi e arricchendola con quella nuova e in divenire generata dal Web.

Il Fondo Antichi e rari della Biblioteca rappresenta una delle eccellenze della Gregoriana. Perché la ricca collezione di stampati fosse preservata e, allo stesso tempo, resa disponibile agli studiosi si è costituito un gruppo di lavoro a cui collaborano bibliotecari, conservatori e restauratori uniti da passione e competenza e, nel gennaio 2019, è stato allestito un Laboratorio interno di conservazione e restauro che interviene sui materiali librari e documentari bisognosi di cure. Il Progetto, senz’altro ambizioso, ha permesso di avviare una stretta collaborazione tra la Biblioteca e gli Istituti nazionali preposti alla conservazione, favorendo l’aggiornamento del personale interno, la valutazione degli interventi di restauro, l’adeguamento agli standard di conservazione e ai protocolli per le emergenze. Il Laboratorio si avvale della consulenza stabile di restauratori professionisti e ha attivato dei tirocini con Istituti di alta formazione che tengono conto delle capacità tecnico operative degli studenti contemplando lo svolgimento di interventi di diversa entità, dalla semplice depolveratura e messa in sicurezza, all’attuazione di restauri completi.

Nell'ottobre del 2018 la Biblioteca ha aderito al Beta Masaheft Project Manuscript of Ethiopia and Eritrea. Si tratta di un progetto a lungo termine, finanziato dall'Accademia delle scienze di Amburgo e coordinato dall'Università di Amburgo, avente come obiettivo la creazione di un'infrastruttura di ricerca sulla tradizione manoscritta dei testi cristiani di area etiopica ed eritrea. Se il fine ultimo del Beta Masaheft Project è quello di far luce sulla storia della cultura cristiana e dei suoi autori in area etiopica, la descrizione dei manoscritti, accompagnata laddove possibile dalla riproduzione degli esemplari, renderà disponibili e studiabili tali testi, con lo scopo di realizzarne la traduzione e l'edizione critica. La Biblioteca partecipa a questa importante iniziativa con il nucleo di manoscritti etiopici giunti in Gregoriana con la grande Donazione Vedovato. Il restauro dei manoscritti, ormai ultimato, è stato svolto con interventi minimi e mirati; parallelamente al restauro sono state effettuate l'analisi storico-artistica e la catalogazione degli esemplari. Nei prossimi mesi il Laboratorio di analisi non distruttive e archeometria del Dipartimento di Scienze di base e applicate per l'Ingegneria della Sapienza svolgerà le opportune indagini diagnostiche su alcuni esemplari selezionati. Il Progetto, dunque, si configura come uno studio condotto da una squadra interdisciplinare e finalizzato all'approfondimento dei saperi su manufatti rari e ancora poco conosciuti.

Il Progetto intende valorizzare il Fondo Antichi e rari della Biblioteca attraverso un percorso che parta dalla catalogazione informatizzata di opere ed esemplari e giunga ad esperienze espositive, al fine di avviare processi culturali e diffondere la conoscenza della storia secolare delle biblioteche gesuitiche.